In pista con… Andrea DoviziosoEssendo uno dei piloti di moto più veloci al mondo, è facile immaginare che Andrea Dovizioso abbia vissuto e visto di tutto nel motorsport.Con 15 vittorie nella classe regina delle due ruote, il tre volte vice-campione del mondo della MotoGP è stato ospite del BWT Alpine Formula One Team ad Austin, scendendo in pista al Circuit of The Americas (COTA) per un run dimostrativo della MotoGP organizzato in parallelo alla Formula 1.Liberty Media è ora proprietaria sia della Formula 1 che della MotoGP, e ha colto l’occasione per far incontrare il mondo delle due ruote con quello delle quattro in un weekend epico e ricco di azione, che ha visto Andrea guidare una Yamaha M1 da MotoGP con la livrea Prima Pramac sponsorizzata da Alpine Cars.“È stato davvero interessante qui in Formula 1”, ha detto il quarantenne Andrea. “È stato strano, ma molto figo per me girare in pista in un evento che non fosse della MotoGP. Essere qui con la F1 davanti ai fan della F1 mi ha fatto sicuramente un effetto molto diverso. È stato bello vedere così tante persone interessate al nostro sport. F1 e MotoGP sono completamente diverse, ma è stato bello farlo, ed è stata un’ottima idea da parte degli organizzatori permetterci di dare spettacolo”.Andrea, noto anche come “Dovi”, è una leggenda in Italia. La sua carriera in MotoGP è durata 14 anni, durante i quali ha disputato 248 gare, incluse parentesi nei team ufficiali di Honda, Ducati e Yamaha. Ha chiuso in P2 nel Campionato per tre stagioni consecutive, dal 2017 al 2019, con la Ducati.Venerdì e sabato ha girato in pista insieme ad un’altra leggenda di questo sport, Dani Pedrosa, al neo incoronato Campione del Mondo Superbike Nicolò Bulega, e all’alfiere dell’Aprilia Lorenzo Savadori.Il Dovi ha persino trovato il tempo di esibirsi in un’impennata e salutare il fiume di spettatori allineati lungo il muretto box sul rettilineo principale, tra cui figuravano molti membri del personale del team Alpine.Giovedì è stato Franco Colapinto ad attirare l’attenzione nel Paddock, guidando dai tornelli d’ingresso fino all’Hospitality Alpine in sella alla moto del Dovi, suscitando un bel fermento tra il personale che stava a guardare.“Ho incontrato Franco e mi ha detto che voleva davvero guidare la mia moto, ma non gli è stato permesso”, ha raccontato Dovi con un sorriso. “Il team glielo ha proibito, perché la moto è molto, molto impegnativa da guidare! Mi ha fatto piacere sentire che gli piacciono le moto e che nutre un grande interesse. È stato carino che gli abbiano permesso di sedersi sulla sella, dare qualche sgasata e, in un certo senso, guidarla per un paio di metri!”Il Dovi ha seguito le Prove Libere e le Qualifiche all’interno del box del team, mentre sabato sia Pierre che Franco raggiungevano la seconda fase delle Qualifiche (Q2). È poi sceso verso il Garage FIA per la Q3, dove Dovi ha avuto l’onore di consegnare il Pirelli Pole Position Award al connazionale Kimi Antonelli.All’inizio della giornata gli era stato fatto fare un tour del box, durante il quale ha potuto osservare da vicino la A526 e il suo volante, oltre a incontrare l’Executive Advisor Flavio Briatore.Ha dichiarato: “Ho incontrato alcuni ingegneri che mi hanno spiegato il loro modo di lavorare. Ho visto il volante e sono rimasto sbalordito dalla quantità di pulsanti e da quanti cambiamenti i piloti debbano fare ad ogni giro. Per me, da pilota, è pazzesco che ce ne siano così tanti, ma è stato interessantissimo sentirne parlare. C’è una grande differenza tra la F1 e la MotoGP. C’è tantissima gente qui, sia dentro che fuori dal Paddock. È davvero bello da vedere, ma direi che c’è troppo traffico! Grazie ad Alpine per l’opportunità e non vedo l’ora di tornare a seguire la Formula 1 in futuro”, ha concluso Dovi.
Comunicato stampa @Alpine Formula1 Team




